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Profilo dell'Eritrea

Profilo dell'Eritrea

L'Eritrea si trova ubicata nella parte settentrionale del Corno d'Africa.

Confina ad Ovest e a Nord con il Sudan, ad Est con il Mar Rosso (lunga linea costiera di oltre mille chilometri), a Sud con l'Etiopia, a Sud-Est con Gibuti.

All'Eritrea appartiene anche l'Arcipelago delle isole Dahlak (con circa 360 isole, parte delle quali sono riserva nazionale), i cui fondali rappresentano l'ideale per attività subacquee.

L'Eritrea è uno stato multilingue. Quattro le lingue più usate: Tigrino e Arabo (lingue ufficiali), Italiano e Inglese. Altre lingue: Afar, Bilen, Hedareb, Kunama, Nara, Saho, Tigre, Amarico.

Il territorio copre una superficie di 124.300 chilometri quadrati. La morfologia del terreno è assai varia e si possono identificare quattro tipologie: la zona degli altipiani, i bassopiani occidentali, la zona orientale costiera, la “depressione dancalica”.

L'altopiano si innalza ad Ovest della pianura costiera con un altitudine progressiva fino a raggiungere i 2.400 metri sul livello del mare.

La capitale Asmara (circa 500.000 abitanti) si trova sull'altopiano, quasi all'altezza massima. Le altre principali città sono: Massaua (23.100 abitanti); Keren (75.000 abitanti); Agordat (25.000 abitanti); Barentù (16.000 abitanti); Decamerè (25.000 abitanti); Mendeferà (25.000 abitanti); Assab (21.000 abitanti).

La situazione climatica è varia: ad Asmara la temperatura staziona sui 17 °C, con punte primaverili di 30 °C; nella zona costiera e nei bassopiani occidentali varia tra i 15 e i 20 °C; la bassa regione orientale (Massaua) è la più calda e varia da 30 a 39 °C e vi è un alto tasso di umidità; nella “depressione dancalica” le temperature raggiungono i 50°C.

I corsi d'acqua sono quasi tutti a carattere stagionale; i maggiori sono il Gash, il Barka e l'Anseba, che scorrono verso il Sudan, mentre il Falkat, il Laba e l'Alighede scorrono verso il Mar Rosso.

Gli sbocchi sul Mar Rosso sono due: porto di Massaua (il principale, posto a circa 115 chilometri da Asmara) e il porto di Assab (verso il confine con Gibuti).

L'Eritrea ha conosciuto varie invasioni, tra cui quella italiana (durata, tra alterne vicende, dall'ultimo decennio dell'Ottocento alla prima metà del Novecento). Ad essa è seguito il Governatorato inglese (dopo la conclusione della seconda guerra mondiale) e la progressiva occupazione etiopica a seguito delle discutibili risoluzioni delle Nazioni Unite del 1950.

Dal 1961 al 1991 (una delle guerre africane più lunghe) l'Eritrea ha tenacemente combattuto contro l'Etiopia, raggiungendo infine la propria indipendenza. Quando sembrava aprirsi una felice e duratura stagione di ricostruzione, la rivalità tra Eritrea ed Etiopia si è riaccesa nel1998 con scontri sanguinosi. Con l'Etiopia permane tuttora una situazione di tensione.

Nell'architettura di Asmara si può, ancor oggi, ammirare lo stile italiano di molti edifici (Bar Roma, Cinema Impero, Municipio, Casa degli Italiani).

Nonostante le devastazioni della guerra, la rete stradale, a suo tempo realizzata dagli italiani, è ancora efficiente, unitamente all'ardita linea ferroviaria Asmara-Massaua (2.400 metri di dislivello), di recente ripristinata nel tratto Massaua - Ghinda.

Siti archeologici ancora inesplorati, tradizioni orali oramai prossime a scomparire, una civiltà antichissima, bellezze naturali da valorizzare, terreni da dissodare e irrigare per la produzione di almeno due raccolti all'anno e altro ancora, attendono il miracolo della pace definitiva.

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